L'acqua che passa, l'acqua che scorre,
tira un gran vento e piove un po',
è notte fonda, c'è qualche lume
sto sopra il ponte e guardo il fiume.
A cosa pensi, mio signor G?
Pensi alla vita a ciò che finì,
a ciò che hai detto, a ciò che hai fatto,
al tuo coraggio, al tuo passato, che è già passato!
L'acqua che passa, l'acqua che scorre,
dentro quel buio, oltre quel buio,
fa molto freddo, è quasi inverno,
sto sopra il ponte in un inferno.
In un inferno, mio signor G,
via, non diciamo frasi così,
"tutto s'aggiusta" questo è il tuo motto
non lo ricordi, hai sempre avuto quello che hai dato.
L'acqua che passa, l'acqua che scorre,
come una nenia che non finisce,
io che la guardo come assopito,
ci farei un tuffo tutto vestito.
Tutto vestito, mio signor G,
ma lascia stare va via di lì,
ritorna a casa tra le tue mura,
tra i tuoi parenti, se hai strane voglie, pensa a tua moglie.
L'acqua che passa, l'acqua che scorre,
che non riflette neppure una stella,
passa una coppia, vive qualcuno
e su quel punte non c'è più nessuno...
Der musikalische text IL SIGNOR G SUL PONTE von GIORGIO GABER ist auch in dem Album vorhanden Il signor g (1970)
Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberscik; 1937-2000) è stato un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, considerato uno dei più importanti artisti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra. Nato a Milano da una famiglia di origini slovene, Gaber si avvicinò alla musica fin da giovane, esibendosi in locali milanesi e collaborando con alcuni musicisti jazz. Nel 1960 debuttò come cantautore al Festival di Sanremo con il brano "Il mio nome è", ottenendo un discreto successo. Nel corso degli anni '60 e '70 Gaber si affermò come uno dei cantautori più originali e innovativi della scena italiana, caratterizzato da testi impegnati e musicalità sperimentale. Collaborò con diversi artisti, tra cui Enzo Jannacci e Gino Paoli, e partecipò a numerosi festival di musica. Tra i suoi brani più rappresentativi ricordiamo "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" e "Non ho paura". Gaber si dedicò anche alla regia teatrale, mettendo in scena opere proprie e di altri autori. La sua carriera artistica è stata segnata da un forte impegno sociale e politico, espresso attraverso le sue canzoni e le sue performance teatrali. Giorgio Gaber è morto a Milano nel 2000 all'età di 63 anni.
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