Guardare una farfalla
guardare da vicino le sue antenne e le sue ali
lei freme appena, è quasi sera, è primavera e siamo soli
ora si muove piano
sta per andare via
ora la vedo in cielo allucinato dal suo volo
come un antico amante tutto preso dal presente.
In attesa di un barlume di coscienza.
Trovarsi all'improvviso nelle strade di una città
trovarsi in mezzo al modo per spiare
le sue segrete circonvoluzioni, le intenzioni, la sua verità,
provare un senso di piacere che non si può capire
davanti a un viso che si specchia nel cristallo
dì un grattacielo irriverente, in qualche modo bello.
In attesa di un barlume di coscienza.
Occhio, cuore, cervello,
occhio, cuore, cervello.
Il percorso normale della conoscenza è come non lo usassimo più
il percorso del pensiero che ogni giorno diventa più avaro
ma il destino di ogni ignoranza è un inconscia euforia
che assomiglia a una strana, fortissima voglia di vivere
in attesa di un barlume dì coscienza
Occhio, cuore, cervello,
occhio, cuore, cervello.
Entrare la sera in un teatro
la luce si è abbassata, c'è quell'animo di attesa
si paria piano, c'è un momento di abbandono, sta per nascere qualcosa
gustare ogni parola ogni momento
per riscoprire sensazioni misteriose,
voglio dire quelle cose che ci danno un nutrimento.
Goldoni, Shekespeare, Pirandello
e poi concerti, la commedia, le canzoni
si prende tutto e poi si vive, vive, vive circondati da emozioni
In attesa di un barlume di coscienza.
Occhio, cuore, cervello,
occhio, cuore, cervello.
Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberscik; 1937-2000) è stato un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, considerato uno dei più importanti artisti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra. Nato a Milano da una famiglia di origini slovene, Gaber si avvicinò alla musica fin da giovane, esibendosi in locali milanesi e collaborando con alcuni musicisti jazz. Nel 1960 debuttò come cantautore al Festival di Sanremo con il brano "Il mio nome è", ottenendo un discreto successo. Nel corso degli anni '60 e '70 Gaber si affermò come uno dei cantautori più originali e innovativi della scena italiana, caratterizzato da testi impegnati e musicalità sperimentale. Collaborò con diversi artisti, tra cui Enzo Jannacci e Gino Paoli, e partecipò a numerosi festival di musica. Tra i suoi brani più rappresentativi ricordiamo "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" e "Non ho paura". Gaber si dedicò anche alla regia teatrale, mettendo in scena opere proprie e di altri autori. La sua carriera artistica è stata segnata da un forte impegno sociale e politico, espresso attraverso le sue canzoni e le sue performance teatrali. Giorgio Gaber è morto a Milano nel 2000 all'età di 63 anni.
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Eine Gitarre zu stimmen, kann für Anfänger eine Herausforderung darstellen, aber es ist ein wichtiger Schritt, um sicherzustellen, dass Ihr Instrument gut klingt.